Un successo:::
Un altro piccolo mattone!
Evento riuscito!
Ci siamo riusciti di nuovo!
Non è stato semplice mettere insieme tanti bambini e farli giocare con le rispettive società in un solo pomeriggio: questo è accaduto domenica 22 novembre a Torino, grazie alla disponibilità della società CIT TURIN LDE, che ci ha messo a disposizione la sua nuovissima struttura. 14 squadre si sono confrontate a più riprese senza l’assillo dei tre punti, ma con entusiasmo e il relativo divertimento esternato sia dagli atleti, ma soprattutto dai genitori, gladiatori del buon senso, appagati dai propri figli che giocavano e si divertivano. Tutti i bambini sono stati premiati con una maglietta semplice e un cappellino, ma che rappresentava lo spirito della manifestazione: un cuore che palpita solo per la stanchezza e la foga di essere un bambino come tutti gli altri: dove si realizzava come tale, perché praticava una semplice attività ludico/sportiva, e alla fine era stremato per questioni solo di natura fisica. Anche le società sono state premiate e ringraziate per la loro partecipazione con dei trofei. Inoltre sono stati dati premi di riconoscimento della loro disponibilità agli arbitri, all’organizzazione logistica, al Presidente e organizzatore del Cit Turin LDE Angelo Frau e infine alla Croce Verde, fortunatamente e gentilmente presenti con un’ambulanza inutile. Ma ci preme sottolineare che il Vice Presidente Regionale della Federazione Italiana Gioco Calcio del Piemonte ci ha regalato con entusiasmo la sua presenza amichevole, considerato il grande rispetto per l’obiettivo che Calcio RosAzzurro si è prefissato: quello di far giocare tutte le categorie della scuola calcio, cancellando qualsiasi tipo di competizione o meriti di classifica; ciò ha portato al grande apprezzamento da parte del Presidente della Federazione, perché il nostro obiettivo si lega al mille per mille con quello che la F.I.G.C. continua a scrivere sulle carte federali.
Ma il massimo del successo è stato che in maniera incondizionata, fra bambini in campo e il pubblico che vi era al seguito, dimostrando e avvalorando la nostra tesi che il calcio, come valore culturale e sportivo, ha funzionato non solo come meccanismo di aggregazione, ma nessuno e sottolineiamo nessuno ha mostrato atteggiamenti negativi, che comunemente vediamo sulle tribune nei fine settimana: questo lo riteniamo un grande successo, ed in questo possiamo onestamente dichiarare che ci siamo riusciti di nuovo sul serio; per cui ci teniamo a comunicare a tutti gli addetti ai lavori, che non è poi così difficile raggiungere risultati simili, basta mettere in campo quello che sovente vediamo trascritto su giornali o rappresentazioni varie.
Un altro piccolo mattone si è incastrato nel tentativo di dimostrare che fare vero calcio si può, se si vuole: basta applicare le norme federali e mettere in campo solo quella cultura sportiva di cui spesso ci dimentichiamo, che sta alla base di qualsiasi evento, dove la competizione e l’antagonismo deve lasciare il posto al divertimento e al rispetto dell’avversario e capire che la psicologia infantile è in mano alle Società e ne devono curare lo sviluppo in maniera positiva ed evolutiva del bambino.
Siamo a disposizione per dimostrarlo con altre iniziative.
Ci ha fatto anche onore percepire che tale evento ha sollecitato la curiosità e la consapevolezza dei media, che hanno presentato l’evento con un articoletto su LA STAMPA del 21 novembre 2009; con la sottolineatura della nostra anima con la presentazione su RAI RADIO 2, sempre il 21 novembre 2009; RAI 3 che era presente sul campo nello svolgimento della manifestazione e ha trasmesso un servizio in Piemonte Sport del giorno 23 novembre 2009, mettendo in evidenza le caratteristiche della nostra iniziativa e l’impegno di donare parte dell’incasso alla Ricerca sulle malattie infantili dell’ospedale Regina Margherita. Le testate giornalistiche sportive e non, hanno permesso una nostra visibilità e conoscenza a persone che si sono chiesti chi eravamo a mettere in campo, senza competizione, tanti bambini.
Abbiamo constatato nella 2° Edizione di Cuore RosAzzurro, avvenuto il 22 novembre 2009 sui campi del CIT TURIN LDE, che i valori che portiamo avanti nell’attività sportivi sono vincenti sempre.
Se si comprende che la Sicurezza, il Fair play, la Cultura e la Prevenzione sono diritti di tutti i bambini e di conseguenza obblighi per altre persone, ecco che si giunge ad essere persone diverse, ma che condividono un qualcosa di comune, anche solo una goccia nel mare, ma pur sempre un qualcosa di tangibile.
Siamo i primi a portare avanti quest’idea di rivedere il meccanismo fino ad ora adottato e ci stiamo riuscendo! I dati di fatto ci danno ragione: non solo statistiche, ma livelli di consenso reale e tangibile su dove ci mettiamo in gioco! Crediamo di essere riusciti a portare su un terreno più “sportivo”, l’antagonismo dei 3 punti.
Il bambino è tornato ad essere soggetto della scena come protagonista e non come comparsa, perché non era prioritario il risultato, ma la voglia di divertirsi, di confrontarsi con altri bambini come loro e magari applicare certe loro qualità vincenti sul piano umano non su quello del risultato! I bambini sono stati contenti di aver vinto un trofeo come le altre squadre, senza nessun patema di classifica, l’essersi divertiti e aver sudato e aver detto ai propri genitori: “Portatemi a casa che sono stanco” riporta il bambino a essere persona con le sue debolezze e non un automa al servizio del programmatore.
Ma questo ragazzino, un giorno, diventerà adulto: sarà tifoso, sarà cittadino, sarà titolare di diritti e di obblighi, per cui se oggi capisce che il vivere insieme ad altri coetanei, che hanno solo una maglia con colori diversi, ma sono bambini con i suoi stessi problemi, allora saprà vivere in una società, perfetta o meno, che sarà la sua e che dovrà, comunque, migliorare.
Se non investiamo nel loro entusiasmo, nella loro caparbietà, nella loro creatività e nelle loro intuizioni, non solo li obblighiamo ad invecchiare prima del tempo, ma li costringiamo ad essere degli ottimi esecutori e pessimi inventori, che non porteranno mai avanti quel gene che noi chiamiamo ingegno e creatività.
Ma ritornando alla festa, ricordiamo che 140 bambini del 2001 e 2002 hanno passato una giornata di festa e di divertimento con il solo obiettivo di giocare e basta.
Se riusciamo a dare ali e radici ai bambini, cioè norme comportamentali corrette e facoltà di applicare il loro entusiasmo, sapranno essere cittadini del mondo, riuscendo a capire con la loro testa la società civile in cui vivono, con la voglia di migliorarla dove non funziona e apportando le modifiche necessaria al suo corretto e umano funzionamento.
Investiamo nella loro condizione di essere bambini e insegniamo loro ad essere consapevoli dei lori limiti, migliorando i loro comportamenti nella vita di tutti i giorni e accompagniamoli nel percorso della vita che ci mettono in mano, con valori e dettami che li permetta di evolversi nella loro evoluzione di vita.








